lunedì 9 gennaio 2012

IL NATALE DI GIULIO

Fra poco scocca la mezzanotte e Natale 2011 si mette nel baule dei ricordi. Belli ? Brutti ? Ognuno chiuderà il proprio.Se Vi devo dire la verità, non l’ho sentito -come una volta- Anche il brodo non ha più quel sapore d’un tempo. Ricordo il gallo del pollaio attaccato per le gambe ad un chiodo, perchè “facesse il collo” prima di spennarlo ad acqua bollente, e passarlo poi sopra la fiamma del fuoco per togliere i “costoni” e la peluria.Le penne più colorate le mettevo da parte. Toccava sempre a me la parte del chirurgo. E mi garbava aprire quel gallone e tirare fuori il tutto. I fegati e il cuore, gli mettevo in un piattino perchè la mamma ci faceva il sugo per i ravioli : Tordelli , come si chiamano in Versilia. I cosciotti arrosto con le patate, tutto il resto, in una capace pentola per fare il brodo. Anche la carne lessata , aveva un altro sapore.Il collo e la testa erano le parti preferite del babbo .Angelo, non credere che sia andato -fuori tema- , ma ho scritto questo pensiero legato molto ad un Natale di qualche anno fa. Dove sull’albero di pungitopo, o di ginepro, facevano spicco qualche arancia e poche caramelle. Vi erano però, tanti biscotti fatti al forno dalla mamma, da non confondersi con le merendine di oggi. Biscotti dalle forme più strane fatti anche dai bambini…sai come si chiamavano ? Befanini. Anche il profumo era diverso :si spandeva per l’unica stanza che faceva da sala e da cucina, dove nell’angolo scoppiettava un fuoco vivo, con ciocchi di carpino, frassino o quercia. Legna forte diceva mio padre , durava tutta la notte. Mi fermo qui Angelo, spero di averti fatto un “regalo” alla mia maniera, fuori dai binari tradizionali, Un po rude…ma cosa vuoi che esca da questa penna? Dia ! Natale è passato e, che sia migliore il prossimo.

Il solito Maledetto Toscano.

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