sabato 16 aprile 2011

PENSIERO DI PINO

Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo (capitolo 4°)
4
1Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, 2sedotti dall'ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza. 3Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità. 4Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, 5perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.
6Proponendo queste cose ai fratelli sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito come sei dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito. 7Rifiuta invece le favole profane, roba da vecchierelle.
8Esèrcitati nella pietà, perché l'esercizio fisico è utile a poco, mentre la pietà è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente come di quella futura. 9Certo questa parola è degna di fede. 10Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. 11Questo tu devi proclamare e insegnare.
12Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza. 13Fino al mio arrivo, dèdicati alla lettura, all'esortazione e all'insegnamento. 14Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito, per indicazioni di profeti, con l'imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri. 15Abbi premura di queste cose, dèdicati ad esse interamente perché tutti vedano il tuo progresso. 16Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.

Commento di Pino Vangone:

Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera: il rapporto nuovo che il cristiano mantiene con Dio attraverso Gesù, nutrito con la Sua Parola, proteso a riconoscere ed eseguire la Sua volontà, rende liberi e non abbarbicati a sciocche credenze ed inutili tradizioni. L'amare Dio sopra ogni cosa e renderGli grazie di ogni frutto o conquista fece dire a Sant'Agostino: “Ama e fa ciò che vuoi”. Però il cristiano, pur libero da vincoli, non pone ostacoli a chi ancora non possiede la sua conoscenza e libertà e rispetta, come lo Spirito fa con noi, i tempi della trasformazione di ciascuno. Dice ancora Sant'Agostino: “Volete innalzare lodi a Dio? Siate voi la lode che volete proferire; e sarete sua lode se vivrete bene”.

Esèrcitati nella pietà, perché l'esercizio fisico è utile a poco, mentre la pietà è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente come di quella futura: La pietà, uno dei doni dello Spirito Santo, è l'affetto, il rispetto e l'obbedienza che il cristiano ha per Dio, essa è un sentimento non dovuto alla paura per la potenza della divinità ma esigenza interiore dovuta alla gratitudine per l'amore che egli sente di ricevere dal suo Dio, che lo rende capace di desiderare quello che Dio desidera, e raggiungere quella confidenza e familiarità, grazie a Gesù, che gli permette di rivolgersi alla divinità chiamandoLa Papà.

Non trascurare il dono spirituale che è in te: ricercare un po' di distacco dalle cose, tuffarsi in sane letture della “Parola”, per trovare in sé stessi il Silenzio di Dio, che riempie molto di più di tanti discorsi e concretezze della vita, è una pratica che il cristiano persegue come un proprio bisogno per avvertire la presenza del dono spirituale ed ascoltare gli impulsi, ora fievoli ora tumultuosi, che comunque lo indirizzano nel cammino di fede. Comunque, il cristiano ne avverte, contemporaneamente, la grandezza, la maestosità, sempre accompagnata dal rispetto della personalità e dei tempi di risposta diversi per ciascuno. Ah! quanta pazienza ha lo Spirito!, umanamente parlando, a causa delle nostre minorazioni.

CHE LA PACE SIA CON VOI IN QUESTO SANTO GIORNO



Domenica delle Palme
II Domenica di Passione
Festa religiosa
Data Domenica precedente alla Pasqua
Religione Cristianesimo
Avvenimento celebrato Ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme
Festività correlate Pasqua, Quaresima, Giornata Mondiale della Gioventù
Tradizioni Scambio di palme ed olivi benedetti
Chiamata anche Domenica della passione del Signore
Celebrazione della Domenica delle Palme presso una chiesa ortodossa di Biškek in Kirghizistan; le palme e gli olivi sono sostituiti da rami fioritiNel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell'ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.
Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della Passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di Passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle Palme è detta anche Seconda Domenica di Passione.
Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.
In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (cfr. Gv 12,12-15). La folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente.

Celebrazione liturgica[modifica]In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle Palme, si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione di Gesù. [1] Il racconto della Passione viene letto da tre persone che rivestono la parte di Cristo (letta dal sacerdote), dello storico e del popolo o turba. In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di Quaresima [2] (tranne la 4^ in cui può indossare paramenti rosa) è vestito di rosso.
Tradizioni, Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. In alcune regioni, si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
In molte zone d'Italia, con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole e grandi confezioni addobbate (come i parmureli di Bordighera e Sanremo in Liguria), che vengono regalate o scambiate fra i fedeli in segno di pace.
Nel vangelo di Giovanni: 12,12-15, si narra che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di molti commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Sembra che i rami di ulivo siano stati introdotti nella tradizione popolare, a causa della scarsità di piante di palma presenti, specialmente in Italia. Ad ogni modo un'antica antifona gregoriana canta: «Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum obviaverunt Domino» ("Giovani ebrei andarono incontro al Signore portando rami d'ulivo").
Nelle zone in cui non cresce l'ulivo (come l'Europa settentrionale), i rametti sono sostituiti da fiori e foglie intrecciate.

giovedì 14 aprile 2011

ECCO UNA NUOVA POESIA DEL NOSTRO RICCARDO




riccardo2.co: LA CROCIFISSIONE
(secondo il poeta naif)

Dopo essere stato
fustigato e malmenato,
per averti alcuni
acclamato Re dei Giudei,
ti fu posta per scherno
sul capo, una corona di spine,
pungenti e dolorose;
che conficcandosi
dentro la carne,
ti rendeva la fronte
piagata e sanguinante.

Non si sentì Pilato
d'infierire più di tanto,
non avendo riscontrato,
in te alcuna colpa,
come gli asserivano
Erode e il suo popolo;
perciò egli alla fine,
lavandosene le mani,
decise che fosse
la sua stessa d’Israele
a emettere contro di te
la sentenza finale.

Siccome ogni Pasqua
si graziava un condannato,
la invitò quindi Pilato
ad operare una scelta
fra te strano Nazareno
e il ribaldo Barabba;
ma essa, che aveva
entrambi gli occhi ciechi,
il sedizioso furfante
preferì all'innocente,
condannandoti
al supplizio della croce.

Così, dopo che sulle spalle
ti caricarono il greve legno,
al Gòlgota ti avviarono.
Figlio di falegname,
circondato da folle
che altro non facevano
che riempirlo di sputi,
d'insulti volgari;
mentre pochi erano
quelli tra i presenti
per te piangevano
o provavano qualche pena.

Una volta raggiunta
la sommità del Calvario,
vennero le tue mani,
come pure i piedi tuoi,
inchiodati sulla croce
con crudele barbarie;
il suo corpo martoriato
in mezzo a due ladroni
della risma peggiore,
come se tu Salvatore
fossi loro pari.

Alla fine un soldato,
per accorciar la tua agonia,
ti trafisse il costato
con un colpo di lancia,
che pure riuscì mortale
al cuore sottostante;
però, prima di esalare,
l’ultimo tuo respiro
tu Redentore ti
rivolgesti al Padre tuo
esclamando queste parole:
"Padre, perdona loro, perché
non sanno quel che fanno!"

sabato 9 aprile 2011

SERENA DOMENICA, CHE LA LUCE DEL SIGNORE BRILLI SEMPE NEI VOSTRI CUORI


PENSIERO DI PINO
Dalla prima lettera di San Paolo apostolo a Timoteo capitolo 3

1È degno di fede quanto vi dico: se uno aspira all'episcopato, desidera un nobile lavoro. 2Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, 3non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. 4Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, 5perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? 6Inoltre non sia un neofita, perché non gli accada di montare in superbia e di cadere nella stessa condanna del diavolo. 7È necessario che egli goda buona reputazione presso quelli di fuori, per non cadere in discredito e in qualche laccio del diavolo.
8Allo stesso modo i diaconi siano dignitosi, non doppi nel parlare, non dediti al molto vino né avidi di guadagno disonesto, 9e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. 10Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. 11Allo stesso modo le donne siano dignitose, non pettegole, sobrie, fedeli in tutto. 12I diaconi non siano sposati che una sola volta, sappiano dirigere bene i propri figli e le proprie famiglie. 13Coloro infatti che avranno ben servito, si acquisteranno un grado onorifico e una grande sicurezza nella fede in Cristo Gesù.
14Ti scrivo tutto questo, nella speranza di venire presto da te; 15ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. 16Dobbiamo confessare che grande è il mistero della pietà:
Egli si manifestò nella carne,
fu giustificato nello Spirito,
apparve agli angeli,
fu annunziato ai pagani,
fu creduto nel mondo,
fu assunto nella gloria.
Commento di Pino Vangone :

Allo stesso modo i diaconi siano dignitosi, non doppi nel parlare, non dediti al molto vino né avidi di guadagno disonesto, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura: il cristiano abbandona in modo spontaneo tali comportamenti e se dovesse accadere che occasionalmente si ritrovi in una di queste condizioni lo Spirito gli farà sentire lo stridore e la incongruenza del comportamento con lo stile e la dignità della vita nuova che scaturisce dal nuovo rapporto con Dio attraverso la persona di Gesù.

Coloro infatti che avranno ben servito, si acquisteranno un grado onorifico e una grande sicurezza nella fede in Cristo Gesù: è da ricordare anche quello suggerito da Gesù: “… Così anche voi, quando avrete fatto quello che vi è stato ordinato, dite: « Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare » ” (Lc 17,10), il cristiano nel procedere nel suo cammino, non attende gratificazioni ma quando rinsalda il suo rapporto nuovo e si pone nella massima apertura e disponibilità, avverte in se stesso la Grazia di Dio e la presenza dello Spirito, che è molto di più di un premio o di una corona di alloro sulla testa del vincitore, ma guai ad inorgoglirsi di ciò sarebbe una tremenda battuta d'arresto, da ciò il consiglio di sentirsi servi inutili e mettersi sempre nella posizione di sentirsi mancanti e col desiderio di una perfezione maggiore è proprio da tale atteggiamento che scaturirà una maggiore sicurezza nel rapporto con Gesù, che fa migliorare pure nel servizio in direzione di Dio, facendo acquisire una maggiore sensibilità per capire le cose che avvantaggiano o quelle, invece, che limitano il rapporto.

venerdì 8 aprile 2011

PRECHIERA A S. LUCIA



O Santa, che dalla luce hai nome, a Te piena di fiducia ricorriamo affinchè ne impetri una luce sacra, che ci renda santi, per non camminare nelle vie del peccato e per non rimanere avvolti nelle tenebre dell'errore.
Imploriamo altresì, per tua intercessione, il mantenimento della luce negli occhi con una grazia abbondante per usarli sempre secondo il divino beneplacito, senza alcun detrimento dell'anima.
Fa, o S. Lucia, che dopo averti venerata e ringraziata, per il tuo efficace patrocinio, su questa terra, arriviamo finalmente a godere con Te in paradiso della luce eterna del divino Agnello, il tuo dolce sposo Gesù.
Amen

composta da papa Pio X

E BELLO INIZIARE LA GIORNATA CON UNA POESIA DEL CARO RICCARDO

O Dio della mia gente, io mai ti ho visto
e neppure udito.
Mi dicono che esisti e che tutto hai creato
con amore infinito.
Io sono un bambino che nato, per caso,
in un mondo sbagliato.
Conosco mia madre che piange,
cercando rifugio, in terra straniera.
Conosco la fame che mi accompagna
ogni alba dell’anno.
Conosco il rumore delle armi,
dalle quali sono fuggito.
Conosco il sapore di lacrime sparse
al nascer del giorno.
O Dio della mia gente che tutto hai creato,
dammi quel sorriso, che spetta ad ogni tuo figlio,
dammi quei giochi che mai ho provato.
Fammi iniziare una nuova vita,
per scordare il passato.



Autore:Riccardo2.co

sabato 2 aprile 2011

BUONGIORNO MONDO E SORTO UN NUOVO SOLE, DONATE TUTTO IL VOSTRO AMORE

[01/04/2011 8.47.18] pino1.sa: Dalla 1^ lettera di San Paolo apostolo a Timoteo (capitolo I versetto 18, e capitolo 2)

18Questo è l'avvertimento che ti do, figlio mio Timòteo, in accordo con le profezie che sono state fatte a tuo riguardo, perché, fondato su di esse, tu combatta la buona battaglia 19con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l'hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede; 20tra essi Imenèo e Alessandro, che ho consegnato a satana perché imparino a non più bestemmiare.
2
1Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità. 3Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, 4il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. 5Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, 7e di essa io sono stato fatto banditore e apostolo - dico la verità, non mentisco -, maestro dei pagani nella fede e nella verità.8Voglio dunque che gli uomini preghino, dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese.9Alla stessa maniera facciano le donne, con abiti decenti, adornandosi di pudore e riservatezza, non di trecce e ornamenti d'oro, di perle o di vesti sontuose, 10ma di opere buone, come conviene a donne che fanno professione di pietà.11La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. 12Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. 13Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; 14e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. 15Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.


Commento di Pino Vangone:

Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità: rapportarsi con Dio nella preghiera è una esigenza primaria del cristiano che sa che pregare per il bene di qualcuno è come affiancare il pensiero di Dio che già desidera ed opera per il meglio, comunque tale affiancamento e vicinanza benefica innanzitutto chi prega, anche se chiede per altri. Sembrerebbe, quindi inutile la preghiera, tanto già ci pensa Dio e quindi, vano l'invito di Gesù e di s. Paolo di pregare incessantemente e prima di ogni cosa, ed invece la preghiera è il momento più alto della vita dell'uomo, che si pone in contatto diretto con il proprio creatore, quasi a condividerne, umanamente parlando, le gioie e/o le preoccupazioni.

Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità: ecco la risposta alla esigenza di pregare: Dio vuole che preghiamo per portarci alla salvezza eterna! e quale luogo è più opportuno per conoscere la Verità se non quello di mettersi in contatto con Gesù che la Verità l'incarna in se stesso? Del resto se studiamo la vita dei santi scopriamo come essi dedicano molto tempo alla preghiera ed al colloquio con Dio, e non di rado ciò li ha portati in uno stato di estasi.

uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù: il cristiano anche quando non riesce a corrispondere appieno ai suggerimenti dello Spirito, ha nella conoscenza dell'umanità di Gesù un porto sicuro dove poter approdare per confidare le proprie difficoltà, le proprie paure, ben sapendo che Gesù ha sperimentato sulla propria pelle, in via diretta, tutte le sensazioni e le problematiche umane, non sottraendosi neanche alla morte ed alla morte di croce.

venerdì 1 aprile 2011

GRAZIE RICCARDO

ricardo. co scrive:

Gli occhi si schiudono,
reduci da un sonno inquieto.
Cos’è? Cosa mi ha svegliata?
Nulla! Solo le mie domande
e il cuore che non dorme mai.
Il giorno non è ancora neonato,
l’aurora dorme sotto la sua coltre rosa,
ed io sono qui: con gli amici del bar.

martedì 29 marzo 2011

ARCOBALENO



Vieni piccino dammi la mano,
voglio mostrarti i colori dell'arcobaleno,
andiamo vicino al mare,
l'arcobaleno li lo possiamo vedere,
c'è una pineta la vedi laggiù?
possiamo vedere sul tronco il marrone,
ma se guardi in alto vedi il verde delle foglie,
vedi la sabbia? e bianca, finissima,
ci puoi costruire una clessidra,
il cielo è azzurro, il sole è di un giallo oro,
che con il suo abbraccio ti da calore,
il mare celeste, limpido,
se guardi vedi il fondale,
guardi i pesci sono tutti colorati,
proprio come l'arcobaleno,
dimmi lo vedi il prato fiorito?
ci sono tutti i colore.
"Nonna dimmi come fai a vedere tutto questo?
Bimbo mio io li vedo con i tuoi occhi,
e con il tuo amore,
perchè questi sono i colori della vita.
MIMMA