sabato 14 gennaio 2012
GIORNO E NOTTE
BUONGIORNOOOO,1 ALTRA NOTTATA E PASSATA TRA GOCCE, BORSE D'ACQUA CALDA E PENSIERI,PENSARE, PENSARE,E TTO TI FRULLA IN TESTA,IL PASSATO, IL PRESENTE E IL FUTURO, IL PASSATO LO CONOSCI GIA', IL PRESENTE LO STAI VIVENDO, E IL FUTURO? CHI LO CONOSCE? CI VORREBBE 1 SFERA MAGICA, MA SE SCOPRI CHE IL FUTURO NN E' BELLO? ALLORA POI TI PENTI DI AVERLO SCOPERTO, QUINDI TORNIAMO AD OGGI E VIVIAMOLO COSI COME C'E' LO MANDA DIO. BUONA DOMENICA.
lunedì 9 gennaio 2012
IL NATALE DI GIULIO
Fra poco scocca la mezzanotte e Natale 2011 si mette nel baule dei ricordi. Belli ? Brutti ? Ognuno chiuderà il proprio.Se Vi devo dire la verità, non l’ho sentito -come una volta- Anche il brodo non ha più quel sapore d’un tempo. Ricordo il gallo del pollaio attaccato per le gambe ad un chiodo, perchè “facesse il collo” prima di spennarlo ad acqua bollente, e passarlo poi sopra la fiamma del fuoco per togliere i “costoni” e la peluria.Le penne più colorate le mettevo da parte. Toccava sempre a me la parte del chirurgo. E mi garbava aprire quel gallone e tirare fuori il tutto. I fegati e il cuore, gli mettevo in un piattino perchè la mamma ci faceva il sugo per i ravioli : Tordelli , come si chiamano in Versilia. I cosciotti arrosto con le patate, tutto il resto, in una capace pentola per fare il brodo. Anche la carne lessata , aveva un altro sapore.Il collo e la testa erano le parti preferite del babbo .Angelo, non credere che sia andato -fuori tema- , ma ho scritto questo pensiero legato molto ad un Natale di qualche anno fa. Dove sull’albero di pungitopo, o di ginepro, facevano spicco qualche arancia e poche caramelle. Vi erano però, tanti biscotti fatti al forno dalla mamma, da non confondersi con le merendine di oggi. Biscotti dalle forme più strane fatti anche dai bambini…sai come si chiamavano ? Befanini. Anche il profumo era diverso :si spandeva per l’unica stanza che faceva da sala e da cucina, dove nell’angolo scoppiettava un fuoco vivo, con ciocchi di carpino, frassino o quercia. Legna forte diceva mio padre , durava tutta la notte. Mi fermo qui Angelo, spero di averti fatto un “regalo” alla mia maniera, fuori dai binari tradizionali, Un po rude…ma cosa vuoi che esca da questa penna? Dia ! Natale è passato e, che sia migliore il prossimo.
Il solito Maledetto Toscano.
Il solito Maledetto Toscano.
mercoledì 4 gennaio 2012
PENSIERI FUNESTI
Ho conosciuto persone tristi
e sole, cariche di rancore
stanche ancora prima di alzarsi dal letto,
vuote,
come barattoli di latta,
vuoti.
Dai loro scritti ho letto,
trame intessute di odio,
assordanti pregiudizi,
che strappano una smorfia di puro dolore
a chi legge quelle parole.
Da quegli scritti ho capito
che purtroppo dovevo fuggire,
per non diventare come loro,
o forse peggio di loro.
E da allora io scrivo il bene,
quando il sonno non viene.”
RICCARDO
e sole, cariche di rancore
stanche ancora prima di alzarsi dal letto,
vuote,
come barattoli di latta,
vuoti.
Dai loro scritti ho letto,
trame intessute di odio,
assordanti pregiudizi,
che strappano una smorfia di puro dolore
a chi legge quelle parole.
Da quegli scritti ho capito
che purtroppo dovevo fuggire,
per non diventare come loro,
o forse peggio di loro.
E da allora io scrivo il bene,
quando il sonno non viene.”
RICCARDO
venerdì 30 dicembre 2011
Solo negli angoli nel buio della mia anima trovo la luce per il mio respiro... l'assaporo solo io, e assaporandola in silenzio, il silenzio mi svela i frammenti della mia anima... e solo imparando ad assaporarla e conoscendola riesco a conoscere me... a svelare Me. Null'altro che questo, mi assaporo, mi svelo, mi conosco come sono, per riuscire ad assaporare il conoscere nella vita e farmi riconoscere dentro essa.
-- Alma Gjini
-- Alma Gjini
LA TESTA NELLA SABBIA
Coscienze cieche e sorde
imprigionate in ragnatele
intessute d'acciaio ed egoismo,
non più capaci di scorgere la luce
e indifferenti alle tristezze altrui.
Strappate l'amara benda
e liberatevi dai gorghi
che come deformi mani
v’ inchiodano
sul fondo del vostro nulla.
Sorgete dal profondo limbo,
non aspettate oltre,
urlate la vostra rabbia
aprite gli occhi vuoti
piangete del dolore intorno…
E tornate a respirare amore!
(cactus)
giovedì 29 dicembre 2011
LETTERINA A GESU' BAMBINO
Letterina a Gesu Bambino.
Caro Gesu Bambino, tra poco sarà Natale e non so perchè ma sento che questo sarà un Natale diverso.
Gesù Gambino non so che cosa sta succedendo: io sono ancora piccolo e a me le cose brutte non le dicono ma, mi accorgo quando i miei genitori sono tristi.
Mamma e papa spesso litigano da un po’ di tempo, non lo avevano mai fatto! Prima papa si alzava presto la mattina e molte volte mi accompagnava a scuola, ora invece, dorme fino a tardi ed è sempre nervoso, arrabbiato. Mamma quando tornava dalla spesa aveva sempre una sorpresa per me ed ora non mi compra più niente da tempo. Anche il mangiare è cambiato. Papà ha detto che non andremo sulla neve come gli altri anni e che ha paura che qualcuno ci porti via la casa. Gesù Bambino, se questo Natale non mi puoi portare doni non importa, ne ho molti ancora degli anni scorsi, ma per favore, quando passerai da qui ti potrai fermare alcuni minuti? Vorrei poterti parlare un po’, chiederti perchè sta succedendo tutto questo. Vorrei che tu parlassi ai miei genitori e li tranquillizzassi. So che loro si preoccupano per me e il vederli cosi mi intristisce. Loro vorrebbero che io fossi felice ed io vorrei che lo fossero loro.
Passerai? Me lo prometti?
Ti aspetto…………!!
ALFRED
venerdì 23 dicembre 2011
BUONANOTTE
buonanotte a tutti i bambini,
sia ai buoni che ai birichini,
sia ai frettolosi ,e ai tanti golosi,
sia ai magri che ai robustelli,
sia ai bambini tutti annoiati,
che ai tanti disordinati,
sia ai bambini di tutte le età,
che un raggio di sole per tutti ci sara'.
ALFRED
sia ai buoni che ai birichini,
sia ai frettolosi ,e ai tanti golosi,
sia ai magri che ai robustelli,
sia ai bambini tutti annoiati,
che ai tanti disordinati,
sia ai bambini di tutte le età,
che un raggio di sole per tutti ci sara'.
ALFRED
mercoledì 21 dicembre 2011
POESIA DIALETTALE SENZA TITOLO
riccardo2.co: Ciente parole nun fanno nu discurso,
a vote stanno là, senza trase fora e chisto core,
nun saccattano co n’aggettivo, na virgulella,
e fa cumpagnia.
Nata vota so parole forte, ca si e dice na vota,
nisciuno i pote scurdà.
Cierte matine m’esciono i parole, ca addorano
o gusto do o caffè e Napule,
chille ca m’esciono,a notte, sono i chiu
doce pecche marricuordano l’ammore mio,
l’amici, e tutte a vita mia.
Ma e parole chiu vollente so chelle, e quanno pienso a te
so chille paorle che quanno te veco, non saccio dì,
nun te saccio accarezza co sti parolle mie,
sti parolle l’aggia penzate pe nu iuorne,
quanno me si venuta a mente tu,
me le so scritte, preparate, l’aggia pienzate,
ca potissero fa piacere a tè.
Buone feste amica mia.
Mierte scrivo nun o saccio che mi piglia,
caggia a fa, mò nun vogliu chiù parlà.
a vote stanno là, senza trase fora e chisto core,
nun saccattano co n’aggettivo, na virgulella,
e fa cumpagnia.
Nata vota so parole forte, ca si e dice na vota,
nisciuno i pote scurdà.
Cierte matine m’esciono i parole, ca addorano
o gusto do o caffè e Napule,
chille ca m’esciono,a notte, sono i chiu
doce pecche marricuordano l’ammore mio,
l’amici, e tutte a vita mia.
Ma e parole chiu vollente so chelle, e quanno pienso a te
so chille paorle che quanno te veco, non saccio dì,
nun te saccio accarezza co sti parolle mie,
sti parolle l’aggia penzate pe nu iuorne,
quanno me si venuta a mente tu,
me le so scritte, preparate, l’aggia pienzate,
ca potissero fa piacere a tè.
Buone feste amica mia.
Mierte scrivo nun o saccio che mi piglia,
caggia a fa, mò nun vogliu chiù parlà.
2012
Sei entrato piano, piano
titubante ,
sembravi quasi impaurito
in mezzo a tutti quei botti.
Ti sei tolto il cappotto
hai fatto un inchino
come un vecchio damerino.
M’ hai guardato e m’ hai chiesto
“che vogliamo fare?”
Non t’ ho risposto subito
prima ti dovevo studiare.
Dovevo capire di che pasta sei fatto
vorrei sapere
se anche tu farai il matto,
come l’anno che se ne è appena andato,
a lui ho già dato l’ultimo saluto.
Se mi prometti
che non mi darai preoccupazioni,
potrei provare ha volerti bene,
e se mi risolverai un po’ di guai
potrei non dimenticarti mai,
se poi mi ridarai l’amore,
io ti donerò il mio cuore.
Ma attento a te
non fare il furbo
non mi ingannare,
altrimenti ti mando a quel paese
e in men che non si dica
con tè la faccio finita.
Perché ora sono stanco
di stare ad aspettare
che arrivi l’anno giusto
per ritornare a campare.
Riccardo2.co
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